Gli attrezzi della ginnastica ritmica
Gli attrezzi della ginnastica ritmica sono cinque - fune, cerchio, palla, clavette e nastro - e ognuno ha un proprio stile di maneggio, materiali e movimenti tipici. Quale attrezzo si usa in gara dipende dalla categoria e dalla stagione; nelle categorie di avviamento si gareggia anche a corpo libero, cioè senza attrezzo.
- Funesalti e passaggi attraverso la fune
- Cerchiorotazioni, lanci e passaggi nel cerchio
- Pallamovimenti morbidi, rotolamenti e lanci
- Clavettemulinelli, lanci e ritmo con due clavette
- Nastrodisegni nell'aria, spirali e serpentine
La fune
La fune è un attrezzo morbido, in canapa o materiale sintetico, senza manici: le estremità terminano con un nodo che la ginnasta impugna. La lunghezza è proporzionata all'altezza dell'atleta. Il movimento più riconoscibile sono i salti e i passaggi attraverso la fune, fatta ruotare aperta o piegata in due o quattro; non mancano lanci, mulinelli ed elementi in cui la fune resta in tensione. Una fune che si annoda o perde forma durante l'esercizio comporta penalità.
A livello internazionale senior la fune è oggi meno presente nel programma, ma resta molto usata nei percorsi giovanili e in diverse categorie di base: per molte ginnaste è il primo attrezzo "di slancio" dopo il corpo libero.
Il cerchio
Il cerchio è rigido, in plastica o materiale composito, con un diametro interno di circa 80-90 cm. È l'attrezzo più versatile dal punto di vista geometrico: consente rotazioni attorno alla mano o al corpo, rotolamenti sul pavimento o sulle braccia, lanci alti con ripresa e passaggi del corpo dentro e attraverso il cerchio. Proprio i lanci ampi, con la ginnasta che esegue rotazioni o elementi a terra prima di riprenderlo, sono tra gli elementi più spettacolari e rischiosi.
La palla
La palla è in gomma o materiale sintetico morbido, con un diametro di circa 18-20 cm. La regola d'oro è che non si stringe: va appoggiata sulla mano aperta, e il controllo nasce dall'equilibrio. Per questo la palla è l'attrezzo dei movimenti morbidi e fluidi - rotolamenti sul corpo e sul pavimento, rimbalzi, lanci e riprese delicate. Ogni presa rigida o "afferrata" viene penalizzata, perché tradisce proprio la qualità di maneggio che la palla deve mostrare.
Le clavette
Le clavette sono l'unico attrezzo doppio: si usano in coppia, una per mano. Sono in plastica o gomma, a forma di piccola bottiglia allungata. L'elemento caratteristico sono i mulinelli - piccoli cerchi continui e ritmici - insieme a lanci asimmetrici, riprese e giochi di tempo tra le due mani. Sono l'attrezzo che richiede più coordinazione bilaterale: gestire due oggetti in modo indipendente ma sincronizzato è la difficoltà principale.
Il nastro
Il nastro è formato da una bacchetta rigida (circa 50-60 cm) e da una striscia di raso lunga diversi metri (intorno ai 6 metri nelle categorie senior). È l'attrezzo dei disegni nell'aria: serpentine, spirali, grandi movimenti circolari e lanci. La regola è che il nastro deve restare sempre in movimento e non formare nodi: un nastro fermo, annodato o che tocca terra in modo involontario è tra gli errori più penalizzati. Per questo il nastro è spesso considerato l'attrezzo più insidioso da tenere "pulito" per tutta la durata dell'esercizio.
L'esercizio a corpo libero
Nelle categorie di avviamento e nelle fasce più giovani si gareggia anche a corpo libero, cioè senza attrezzo. Serve a costruire le basi - mobilità, salti, equilibri e rotazioni - prima di aggiungere la difficoltà del maneggio. È il punto di partenza naturale del percorso: l'attrezzo arriva quando il controllo del corpo è solido.
Quali attrezzi si usano in gara
Non esiste un attrezzo "della stagione" uguale per tutte: la scelta dipende dalla categoria e dal programma tecnico fissato ogni anno dalla federazione. In generale, le ginnaste più piccole partono dal corpo libero e da un primo attrezzo, mentre salendo di categoria si aggiungono progressivamente cerchio, palla, clavette e nastro. Ogni esercizio presenta comunque un solo attrezzo per volta: quando vedi una classifica divisa per specialità, ogni riga si riferisce all'esercizio con quel singolo attrezzo. Per capire come sono organizzati i livelli e le età, vedi la guida a fasce e categorie.
Come si valuta un esercizio
Qualunque sia l'attrezzo, l'esercizio viene giudicato sulla Difficoltà (D) e sull'Esecuzione (E), meno le Penalità (P). Molte penalità tipiche sono legate proprio all'attrezzo: una perdita con spostamento fuori dalla pedana, un nodo nel nastro, una presa rigida della palla. Per il dettaglio del calcolo del punteggio vedi la guida ai punteggi; per una panoramica generale dello sport, la guida su cos'è la ginnastica ritmica.
Domande frequenti
Quali sono gli attrezzi della ginnastica ritmica?
Gli attrezzi sono cinque: fune, cerchio, palla, clavette e nastro. Nelle categorie di avviamento si gareggia anche a corpo libero, cioè senza attrezzo. In ogni esercizio si usa un solo attrezzo per volta.
Di che materiale è fatta la palla di ginnastica ritmica?
La palla è in gomma o materiale sintetico morbido, con un diametro di circa 18-20 cm. Va appoggiata sulla mano aperta senza stringerla: il controllo nasce dall'equilibrio e non dalla presa.
Cos'è l'esercizio a corpo libero?
È l'esercizio senza attrezzo, previsto soprattutto nelle categorie più giovani e di avviamento. Serve a costruire le basi di mobilità, salti, equilibri e rotazioni prima di introdurre il maneggio dell'attrezzo.
Quanti attrezzi si usano in una gara?
Dipende dalla categoria e dalla stagione. Ogni esercizio prevede un solo attrezzo (o il corpo libero); una stessa atleta, nell'arco di una competizione, può presentare più esercizi con attrezzi diversi a seconda del programma di gara.
La fune si usa ancora in gara?
Sì, soprattutto nei percorsi giovanili e di base. A livello internazionale senior la fune è meno presente nel programma, ma in Italia resta in uso in diverse categorie Silver e giovanili a seconda del programma tecnico della stagione.
Qual è l'attrezzo più difficile?
Non c'è una risposta unica: ogni attrezzo ha le sue difficoltà. Il nastro è spesso considerato tra i più insidiosi perché un nodo o un nastro fermo vengono penalizzati; le clavette richiedono coordinazione delle due mani; la palla punisce ogni presa rigida.